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Presentazione | Partecipare | Ice Ibas nel febbraio 2015

ICE IBAS

ICE IBAS 2015 - INVERNALE ISLANDESE

ICE IBAS 2015 E' UNA REALTA?

Siamo in Islanda e da due giorni è iniziata la Prima Edizione Invernale in MTB in Islanda. Un viaggio pioniere che per noi malati d'Islanda significa il coronamento di una attività appassionata iniziata nel lontano 2000.
Abbiamo avuto un'alba fantastica con il sole che ha cominciato molto lentamente a dipingere le montagne sulla Ring Road che ci portava da Reykjavik a Stikkisholmur in direzione Nord-Ovest. Breve pranzo nel centro più importante della penisola dello Snaefellsnes e poi comincia l'avventura in MTB. Su biciclette MTB TREK nuovissime fiammanti con gomme da 29' con chiodi da ghiaccio noleggiate da Bike Company a Reykjavik il gruppetto di bikers, Adriana, Araldo, Mauro e Sandro, dopo essersi vestiti in maniera molto singolare per affrontare i -6°C delle ore 13,30 sono partiti! Sabrina ha fatto invece parte del gruppetto che ha seguito la tappa in 4x4. I bikers hanno affrontato la prima tappa di 38 km su pista innevata o ghiacciata, come si può vedere dalle foto, prendendo confidenza con la guida su ghiccio e godendo di un paesaggio meraviglioso, inconsueto, per noi italiani, e affascinante. Un senso di primordialità ha avvolto i ciclisti che in un silenzio irreale si sono spinti con una buona media fino ad arrivare a Grundafjordur dove un ostello nuovissimo ci ha ospitato questa sera: camere doppie con bagno e doccia in camera! FAVOLOSO. Cena preparata da Matthildur, la responsabile islandese IBAS, a base di zuppa di verdure, Salmone al forno con verdure cotte miste. Per finire crepes con marmellata di rabarbaro e panna montata da Mauro che nonostante la magnifica fatica ibernale ha sbattuto con la forchetta la panna montandola alla perfezione.
Domani (il sole sorge alle 10,02) con calma dopo una abbondante colazione islandese, i bikers partiranno per il secondo giorno per raggiungere Olasvìk il piccolo porticciolo sotto il ghiacciaio dello Snaefell. La tappa di 28 Km sarà lungo la costa e non sappiamo cosa ci riserverà il tempo meteo. Domani sera ve lo diremo.
Buona notte Marcello e Adriana.



3 FEBBRAIO 2015 - WOW CHE AVVENTURA OGGI!

Questa mattina la luna piena si specchiava nell'acqua del porticciolo islandese di Grundafjordur. Acqua piatta senza vento. Dopo la nostra colazione abbondante nell'ostello abbiamo preparato i bagagli e poi il gruppo dei 5 (oggi Sabrina ha deciso di inserirsi nel gruppo di bikers) è partito. Cominciava una leggera brezza...dopo 1 km uscendo dal paesino un blizzard da terra laterale con raffiche di 55 Km /h ha investito il gruppo con cristalli di ghiaccio trasportati dal vento. La violenza è stata fenomenale e i 5 ciclisti costreti sul ghiaccio vivo hanno tentato di proseguire a piedi ma il vento sollevava le biciclette ed era molto rischioso. Raggiunti con la macchina con il carrello abbiamo deciso di far montare bici sul rimorchio e persone sulla macchina per spostarsi più avanti sottovento del costone roccioso innevato. Percorsi circa 1 km e mezzo miracolo! Vento zero, calma assoluta! Scarichiamo bici e bikers e da li i 5 intrepidi hanno effettuato 20 km favolosi tra colate di ghiaccio verdi, cavallini islandesi al pascolo (su neve) e la strada lastricata di ghiaccio a picco sul mare. Bellissimo e indimenticabile. . Arrivati a Olafsvik la furia del vento si è scatenata senza ritegno e siamo finalemnte entrati in casa della famiglia di Matthildur dove saremo ospiti per 2 giorni. Vento pauroso a 85 Km/h (misurato con l'anemometro) e alla sera siamo andati a Rif a vedere uno spettacolo teatrale di un ragazzo del posto che racconta la storia di un naufragio di un peschereccio. In islandese! usciti dal teatro piove, la temperatura è salita a 4 °C e la lastra di ghiaccio si è trasformata in un alamina lucida scivolosissima: e' L'ISLANDA!
Cena e a dormire. Domani il tempo sarà brutto me vedremo cosa succederà, in Islanda si dice che "se piove o nevica, siediti e attendi che cambia".



4 FEBBRAIO 2015 - GIORNATA MISTA IN ISLANDA

Immaginatevi di svegliarvi dopo una notte di vento con raffiche di 80 90 Km/h e con pioggia battente. La temperatura al mattino all'alba, alle 10,00, è di +2°C e il ghiacccio dei -7°C di ieri mattina si è trasformato in una lastra liscia di ghiaccio trasparente. Abbiamo avuto un problema con il trolley(il rimorchio sul quale carichiamo le biciclette nei trasferimenti su asfalto) e abbiamo dovuto lasciare ieri pomeriggio il rimorchio alla fabbrica di pesce di Matthildur dove hanno provato a ripararlo. Il Trolley è pronto e per andarlo a prendere il gruppo dei bikers si avvia in MTB con le gomme chiodate. I chiodi mordono il ghiaccio vivo e permettono di affrontare con sicurezza la discesa su ghiaccio. Se guardate le foto vi renderete conto che pavimentazione c'era questa mattina. Approfittiamo per visitare la fabbica di pesce secco che da lavoro a circa 30 persone che vivono in questa penisola islandese. Molto interessante! Partiamo con i 4x4 con le bici caricate per andare nella punta estrema a Ovest dello Snaefellsnes e da li puntare a visitare delle particolare insenature battute dalla burrasca. Arriviamo a un faro con il vento che tocca i 60 Km orari con onde che si sfasciano sulle rocce a picco creando colonne d'acqua alte anche 40 metri. Il ritorno su un letto di lava del vulcano Snaefell ci permette di tirare fuori le MTB e pedalare per 20 Km in bici. Bellissimo! la temperatura ora è di +4°C e la neve si scioglie lasciando le chiazze di erba gialla pettinata sopra la lava. Il ghirigori della strtada che percorre questo piano sconvolto dalla lava è divertentissimo e il vento da dietro aiuta notevolmente. Ci fermiamo a pranzare con un panino, the e cioccolata calda in un casotto al riparo dal vento molto suggestivo perchè dalla sua finestra si ammirano le onde di 5-7 metri che si rompono sulle scogliere. Poi ci spostiamo di 1 km con i veicoli per fare la visita a una grotta che è stata creata da un antico fiume di lava sotterraneo. SI scende per un cunicolo nella neve poi all'interno della grotta ci sono delle scale a chiocciola che ci portano a 36 metri sotto il livello del suolo. Una visita interessante che racconteremo nel nostro sito più avanti. Nel ritorno inforchiamo la bicicletta per percorrere gli untimi 10 km che ci dividono da casa di Matthildur. Il vento è aumentato a 60 Km/h ma fortunatamente non è mai frontale ne laterale. La temperatura è salita tantissimo: alle 18, l'ora che arrivianmo a casa è salita a 8°C. Questa è l'islanda che in febbraio ti fa passare da -7°C a +8°C in due giorni. Non c'è di meglio a questo punto che una sauna nordica bollente e una cena con zuppa di pesce. E' il compleanno di Araldo e non possiamo chiudere la giornata se non con una torta e candeline: BUON COMPLEANNO ARALDO!



5 FEBBRAIO 2015 - IL GRANDE E RIBOLLENTE MARE DEL NORD

Mentre vi scrivo sto ascoltando il coro di un gruppo di amici che vivono distribuiti in queste fattorie disperse nella penisola dello Snaefellssnes. Hanno deciso di provare i loro cori oggi, qui al ristorante per noi e ne siamo felici!.
Questa mattina pensando che avrebbe piovuto tutto il giorno con venti sopra i 60Km/h come da previsioni abbiamo deciso di cambiare il programma: carichiamo tutto in macchina e dedichiamo la mattinata al trekking sulle scogliere, poi se si potrà cercheremo di pedalare. Prima visita a un cratere piccolino sotto il vulcano Snaefell caratteristico per il verde (d'estate) e la forma tipica a cono. Quindi visitiamo la spiaggia di Djupnavik dove all'nizio dello scorso secolo vivevano fino a 600 persone d'estate dedite alla pesca in condizioni che sembrano impossibili vedendo la spiaggia e i luoghi circostanti. La spiaggia NERA con ciottoli rotondi viene continuamente battuta dalle onde del mare nordico oggi particolaemente rumoroso. Le onde alte fino a 5-6 metri da lontano le vedi arrivare e si spaccano rovesciandosi sulla spiaggia nera e lunga. Le roccie sembrano dei Troll giganti che sono li a difendere la costa dal mare impetuoso. Il tempo tiene, il vento è calato e decidiamo di saltare sulle selle delle mtb per arrivare ad Arnastapi luogo con minuscolo porto dove pranziamo ospitati da un piccolo museo naturale. Sono 15 km di asfalto misto neve ma è una goduria per il paesaggio invernale circostante. Foto d'obbligo al monumento del vikingo eretto da un artista locale.
Pranziamo e poi ancora 24 km di strada per arrivare al posto dove finisce un lungo trekking che viene percorso da Matthildur, Giovanna e Sabrina. Adriana e Marcello sono alla guida dei due 4x4 di assistenza.
Arrivo su ghiaccio alla chiesetta nera sulle spiagge ovest dello Snaefell. Qui carichiamo tutto e ci dirigiamo velocemente a Langholt dove ceneremo a base di pesce e dormiremo in stanze con piumini. Matthildur concorda con la locale piscina comunale una speciale apertura per noi e quindi, lasciati i bagagli, ci fiondiamo nell'acqua geotermale di questa piscina all'aperto contornati da neve attorno al bordo della piscina. La temperatura delle Hot Pot sono di 38°C mentre la piscina è a 34°C una goduria! Staremo in acqua 1,5 ore fino a che è scesa la notte.. Quindi cena con zuppa di pesce e filetti di pesce dal nome inpronunciabile squisito e alla fine il coro islandese che sta finendo ora; poi a letto. L'Islanda è fatta così!!!



6 FEBBRAIO 2015 PRIMA PARTE - IL RITORNO A RAYKJAVIK IN UNA GIORNATA CON TEMPESTA DI VENTO

Il rientro nella capitale è stato caratterizzato da una situazione meteo che solo paesi come l'Islanda possono offrire. Partiamo da Langhaolt dopo una colazione non abbondante, abbondantissima! Ormai ci siamo adattati al sistema di alimentazione che vige qui al nord e la colazione è un insieme di proposte che solleticano tutti i palati: caffè, latte, yogurt, the, pane, biscotti, marmellate, burro, formaggi, creme di formaggi, aringhe, salmone, uova, pathè di pesce e altro ancora. Il mix sembra essere veramente ottimale ad affrontare i rigori del clima e noi ne approfittiamo. Ci infiliamo in macchina, il vento è sopra i 70 Km/h e le biciclette restano nel rimorchio agganciato al Discovery. Mi viene la brillante idea di andare a vedere una pozza d'acqua a 40°C nel nulla più assoluto e Matthildur si stacca dalla Statale e si inserisce in una pista fangosa con neve mischiata a terra rossa. Arriviamo dopo 3 km in uno spiazzo dove la mia macchina con il rimorchio denuncia una preoccupante tendenza ad affondare e velocemente mi sposto per parcheggiare su suolo più sicuro: occorre procedere a piedi. Usciamo tutti, io, determinato a immergermi nella pozza nonostante il vento a 1-2°C scalpito perché conosco l'effetto magico di un bagno del genere e sono convinto. A 100 metri dalla pozza Matthildur, che è andata in avanscoperta, torna indietro: c'è un fiume d'acqua che divide noi dalla pozza ed è meglio lasciare perdere. In quel preciso momento si scatena una tempesta di ghiaccio orizzontale che ci costringe a girarci tanta è la forza dei chicchi di ghiaccio che ci colpiscono. Dobbiamo arrenderci la pozza d'acqua ci è preclusa. Affondiamo nel fango misto a ghiaccio e rientriamo alle macchine. Peccato ci rimettiamo in macchina e raggiungiamo Reykjavik in un'altra ora su asfalto. La temperatura oscilla tra 0°C e +3°C a volte si scatena la sferzata di ghiaccio orizzontale, a volte si vede un pallido sole in un rincorrersi di immagini caleidoscopiche. Lo scenario comunque sia ci lascia senza parole per la bellezza e l'unicictà delle proposte di contrasti. A Reykjavik la neve è quasi del tutto assente. Per pranzo ci portiamo a sud della Capitale ad Hafnarfjörður dove in un simpatico ristorante ci consoliamo con una zuppa calda e un piattone di verdure miste. Il posto è frequentato da persone che fanno la pausa pranzo del lavoro e sono tutti impegnati a mangiare chi con il giornale, chi con il tablet o a chiacchierare tra loro. La nostra truppa è un elemento estetico che disturba perché siamo un gruppo di 9 persone su un tavolo lungo a differenza degli altri clienti. Godiamo del pranzo e del posto e poi ci portiamo a Vogar a casa di Dagmar, dove abbiamo dormito la prima notte.
L'arrivo è traumatico: a casa c'è solo il figlio quindicenne di Dagmar che agitatissimo sta parlano con la polizia. Una donna in chiaro stato confusionale è arrivata cinque minuti prima con la sua auto e si è diretta in condizioni preoccupanti e poco vestita a piedi verso il mare. Partiamo alla ricerca della signora dirigendoci verso il mare che dista 200 metri dalla casa con un vento freddo formidabile: Adriana ed io verso destra e Matthildur e Mauro verso sinistra. Dopo circa 400 metri lungo la costa non vediamo nessuno e ricomincia una mitragliata di ghiaccio che ora che stiamo tornando l'abbiamo proprio di fronte. Riguadagniamo a fatica la distanza che ci divide dalla casa quando arrivano due poliziotti. Spieghiamo l'accaduto e loro si lanciano lungo gli scogli a cercare la donna. La trovano a 2 metri dall'acqua distesa e incosciente, apparentemente svenuta. E di bella stazza, arrivano altri due poliziotti, non ce la fanno a trasportarla e allora Mauro ed io andiamo in aiuto: due poliziotti per le braccia, due per le spalle e Mauro ed io per le gambe faticosamente inciampando ripetutamente sugli scogli la portiamo verso una zona più sicura. Arriva l'ambulanza, il paramedico, dopo la bombola a ossigeno inutile, si decide di portare la barella e così con grande fatica riusciamo a trasportare la sfortunata donna in stato incosciente nell'ambulanza negli ultimi 200 metri che ci dividono.
La donna data per scomparsa la mattina dai famigliari viene dalle penisole del nord ovest. Speriamo che riesca a salvarsi con tutto il freddo che ha preso. Resta in noi l'amarezza di questa triste vicenda che ci accompagnerà per il pomeriggio. La cena a casa di Dagmar cancella tutti i pensieri, siamo di fronte a una tavolata con verdure miste, polpette di pesce che divoriamo e infine una torta per completare il riempimento.
A dormire con il vento che ulula all'esterno della casa!



6 FEBBRAIO 2015 SECONDA PARTE - A SPASSO CON LA STORMING WIND

Ieri pomeriggio avevamo sperato nell'ultimo utilizzo delle MTB per visitare la penisola di Reykianesbaer ma già alle 14 il vento era fortissimo e abbiamo deciso per un giro in 4x4 a visitare i luoghi dove oltre a micro paesi ci sono delle centrali geotermiche che producono energia elettrica dallo sfruttamento del calore del sottosuolo.
Siamo quindi partiti con la carta in mano per capire che tour eseguire e Matthildur ci ha condotto lungo questa penisola che è situata a sud di Reykjavik verso l'aeroporto di Keflavik. La mareggiata ha fatto da padrone a questa visita e il vento ha dominato la mattinata con i suoi 80-100 Km/h. Sono risucito a fotografare la misura con l'anemometro a oltre 60 Km/h ma più in su non si riusciva a tenere la macchina fotografia ferma. Le scogliere nere di basalto hanno contrastato con la schiuma delle onde che si imfrangevano con vigore e tutto ci ha dato l'impressione di una terra selvaggia da rispettare. Sabrina con il vento a queste velocità avrebbe potuto decollare per finire dall'altro capo della penisola ma per fortuna è riuscita a stare ancorata a terra. Le passerelle ci hanno portato nella zona di fumarole e abbiamo potuto constatare che le traduzioni dei cartelli di PERICOLO sono in islandese, inglese e in "italieno". Poi per finire siamo andati tutti nella splendida e tranquilla piscina all'aperto (con temperatura dell'aria in quel momento intorno a 0°C) di Vogar che ha una Hot Pot a 38°C. Mentre eravamo tutti immersi nelle calde acque si è scatenata una granaglia di ghiaccio orizzontale e abbiamo goduto di questo contrasto tutto islandese. Eravamo noi più due islandesi che erano venuto a rilassarsi dopo la giornata di lavoro. Islanda che roba!



7 FEBBRAIO 2015 - UN GIORNO PER LA CAPITALE ISLANDESE

Al mattino, dopo la solita colazione islandese, ci muoviamo e riconsegniamo le biciclette noleggiate a Bike Shopping. Poi è la volta del Museo della Civiltà Islandese che è una chicca da non perdere: molto interessante con oggetti, reperti e racconti storici che percorrono la storia dell'isola dall'arrivo dei primi coloni nel 900 fino ai giorni nostri. la visita è supportata da un sistema MP3 in italiano per la nostra goduria. Al piano inferiore c'è una mostra fotografica in bianco e nero con fotografie del periodo che va dal 1920 fino agli anni '70. Molte foto sono con didascalia, ma altre non hanno nulla e gli islandesi (che sono solo 300.000 in tutta l'isola) visitando la mostra riconoscono i luoghi e i soggetti delle foto senza descrizione e attaccano un post it rosa con la descrizione dell'immagine sotto la foto. E' una maniera molto suggestiva per ricordare e far rivivere momenti di vita comune e privata e diffonderla agli altri abitanti come una sorta di macchina del tempo. Quindi pranzo nell'edifico disegnato dall'architetto finlandese Alvar Aalto uno splendido esempio di design nordico. All'interno di quest'edificio c'è un Bistrò che è gestito dal nostro amico Svenn che oltre che cuoco è un viaggiatore legato a noi. Pranzo con Zuppa di pesce o Piatto unico con Trota salmonata e Merluzzo con crosta di pelle di pesce fritto: impareggiabile. Dopo la mangiata breve visita alla biblioteca espositiva dell'edificio che ospita anche performance di artisti locali e non.
Nel giro di Reykjavik non poteva mancare un giro a Perlan l'edificio avveniristico posto in alto su una collina che domina la capitale e che in origine era il serbatoio di acqua calda che riforniva le case di Reykjavik. Oggi con i suoi 6 cilindroni metallici è un edificio espositivo con un self service all'ultimo piano con accesso a un terrazzo esterno che permette di ammirare tutta la zona della capitale dall'alto. Non ci facciamo scappare un the alle erbe caldo.
Quindi si va a casa di Dagmar per preparare i bagagli e la sera si conclude con una cena in un simpaticissimo ristorante in stile marinaro nel porticciolo di Keflavik. Ordiniamo il piatto per il gruppo: The King of Ocean che è una montagna di pesce squisito con verdure, salse e altro. Tutto innaffiato da birra islandese Gull. Non potevamo finire meglio. Domani si torna in Italia e questo magnifico sogno diventato realtà con le saune, i pranzi e le cene, le immersioni nelle acque geotermiche, le galoppate in MTB, le scalate dei vulcani e delle grotte, le sventolate del vento oceanico rimarrà nelle nostre memorie. Appuntamento al prossimo anno perchè non c'è dubbio: riproporremo il viaggio ICE IBAS invernale! Un ringraziamento va a Ivana di Fuorirotta che ci ha curato la parte tecnica del viaggio, a Matthildur che ci ha fatto da guida e da mentore, a Donatella Bragagni che doveva essere dei nostri e che per motivi di lavoro ha dovuto rinunciare al viaggio l'ultima settimana. A Donatella dobbiamo i gilet blu con il marchio del viaggio che abbiamo donato a tutti i componenti della "spedizione". Un grazie anche a chi ci ha ospitato in Islanda e a tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione del viaggio compresi i viaggiatori:
Adriana, Giovanna, Sabrina, Araldo, Sandro, Mauro. Nella foto di gruppo sono assieme a Adriana ottima assistente al viaggio nonché autista e Matthildur ed io. A tutti grazie per aver sopportato il nostro racconto e tenete il contatto con IBASPRENGISANDUR.IT



Islanda 1 - 7 febbraio 2015
Marcello Stampacchia e Adriana Ferracin
info@ibasprengisandur.it

31 genneio 2016

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