Associazione Sportiva Dilettantistica Ibasprengisandur

HOME IBAS - Islanda 2006 agosto 2008 agosto 2012 agosto

21 | 22 | 23 | 24 | 25 | 26 | 27 | 28 | 29 | 30 | 31 | 1 | 2 | Partecipanti | 4X4

Staff in viaggio

Preparativi

IBAS

LO STAFF, DALL'ITALIA ALL'ISLANDA - PRIMA DELL'IBAS - DIARIO Di Lucia

Venerdi 10 agosto

Dormitz

Partenza! Siamo in quattro: Marcello, Stefano e le rispettive mogli Adriana e Lucia. Con le due Toyota caricate all'inverosimile, ci incontriamo a Trento, sull'autostrada del Brennero. Soffia in poppa un piacevole vento caldo che ricorda la temperatura torrida lasciata in pianura. Superiamo il confine austriaco e dobbiamo subito cercare un meccanico per verificare una perdita di olio dall'auto di Marcello. Ma è tardi e dobbiamo rinviare al giorno dopo. Ci fermiamo a dormire a Dormitz in un mini campeggio tra le montagne, costo a coppia euro 18. Cena ridotta all'essenziale perché non c'è nessun ristorante aperto nelle immediate vicinanze. Ci consoliamo con una fantastica birra tedesca e rapidamente ci avviamo per dormire, nelle rispettive air camping, al tepore dei piumini.

Sabato 11 agosto

Bispingen Bispingen

Al risveglio ci attendono 9 gradi C. e la ricerca di un concessionario aperto. Sistemato temporaneamente il problema auto, ci dirigiamo verso la Germania a velocità di crociera di 110 km/h. Giornata pesantina. Percorriamo circa 850 km fra i dolci pendii delle colline tedesche e le colonne di auto ferme, per fortuna, nell'altra corsia. Facciamo tappa nella periferia di Amburgo, in un campeggio non lontano dall'autostrada. Paesaggio bucolico con linde casette, fiori e cavalli. Abbiamo mangiato benissimo con Winner e insalata in agrodolce tra i bonari brontolii del gestore del locale che alle 21.30 aveva già chiuso la cucina. Qui non si usa cenare dopo le 20.

Domenica 12 agosto

Hirt

Partiamo per la Danimarca. Il paesaggio si appiattisce e diventa più disordinato, puntiamo verso nord est ed arriviamo al mare del Nord. Qui le rose fioriscono sulla battigia e l'acqua si tinge di colori strani dal nero all'azzurro. Abbiamo visitato un parco cittadino dove cervi e daini avvicinano i visitatori in cerca di cibo e carezze. Le strade sono tutte affiancate da piste ciclabili e pedonali con ponticelli di legno o sottopassi che facilitano l'avvicinamento al mare. Verso sera ci raggiungono, provenienti dall'Italia, Luca e Fiammetta e le chiacchiere e le risate si moltiplicano. E' serata di stelle cadenti ma ad Aarhus alle 22 il cielo è ancora chiaro. Solo al momento di chiudere la tenda vediamo una meteora tracciare il cielo così luminosa da decidere di andare a dormire con soddisfazione.

Lunedi 13 agosto

Hirt Hirt

Al mattino presto Marcello accompagna Adriana all'aeroporto di Aarhus; Adriana andrà per qualche giorno a Londra a trovare la figlia e ci raggiungerà più tardi in Islanda. Per ritrovarci Stefano individua tramite il GPS un punto di sosta dell'autostrada che si rivela essere un bagno dei più fetidi forse esistenti in Europa! Proseguiamo quindi verso nord in direzione dell'imbarco per l'Islanda; arriviamo per l'ora di pranzo in un campeggio a Tornby e decidiamo di fare pic nic sulla spiaggia. Percorriamo il km che ci separa dal mare a piedi attraversando la pineta mangiando lamponi. L'arrivo sul litorale è suggestivo: grandi dune sabbiose coperte da una bassa vegetazione scivolano verso il mare blu. La giornata è calda, mangiamo e ci appisoliamo appagati. Torniamo al campeggio molto grande e deserto e prepariamo i giacigli. Chiudiamo la giornata visitando Hirtshals e apprezzando molto e solo le zuppe della cucina danese.

Giorni 14, 15 e 16 agosto

Imbarco Norrona Far_oer Far_oer

Ci imbarchiamo alle 7.00 sulla motonave Norrona che parte con mezz'ora di anticipo. Le due giornate in nave trascorrono tranquille con il mare liscio come l'olio tra chiacchiere, interminabili partite a scala quaranta, pranzi leggeri e cene abbondanti. La Norrona compie un'unica sosta durante l'attraversata alle isole Far oer. Spettacolari immerse nella nebbia e scintillanti illuminate dal sole.

Arrivo Sbarco Greta

Ci svegliamo alle 4.30, con il cambio di fuso orario, per sbarcare in un lattiginoso mattino in terra islandese. Dopo pochi Km di paesaggio strano, senza abitazioni e alberi, ricco d'acqua, di pecore e di erba verde raggiungiamo Egilsstadir, la terza città più grande d'Islanda, che superiamo in pochi minuti diretti a casa di Greta, un'amica islandese. Greta abita in campagna in un podere tra le verdi colline delle costa orientale. Dopo i calorosi convenevoli iniziali veniamo invitati a prendere un caffè. La bevanda era accompagnata da pan frutto con burro salato, miele, marmellata, yogurt, formaggio, pesce sott'olio ed infine è arrivata una crema di latte appena munto in cui abbiamo affogato i mirtilli. Greta, custode entusiasta dei segreti della sua terra, è guida per i turisti nei fiordi del nordest e durante l'estate percorre kilometri e kilometri tutti i giorni.

Dettifoss Dettifoss

Ripartiamo alla volta di Dettifoss, che si raggiunge dopo una trentina di Km di onduline che ci hanno sconquassato per bene. Dettifoss è una cascata spettacolare formata da un fiume impetuoso color grigio scuro che si getta una trentina di metri più in basso.

Per strada Krafla Trolls Elfi

Ripartiamo alla volta delle bocche fumanti di Krafla, spaccature nel terreno da cui fuoriescono fumi solforosi e fanghi bollenti. Da lì raggiungiamo il cono di un vecchio vulcano spento al cui interno ora splende un limpido lago. Dopo una breve passeggiata per raggiungerne l'apice ripartiamo in direzione del sentiero di lava di Dimmuborgir, vicino al lago Myvatn. Visitando questo sito situato sui resti di un eruzione vulcanica si capisce perché in questa terra nascono i troll, il suolo è spaccato, spinto verso l'alto e qui congelato in forme irreali, contorte, bucate e affascinanti. Ripartiamo verso ovest ma la nebbia fitta ci sorprende e ci costringe a cercare riparo in un campeggio ben lontano dalla nostra tappa finale, ma è notte e piove. Stanchi ma appagati ci addormentiamo subito.

Venerdi 17 agosto

Funghi Guado Gulfoss Olimpionici

Sveglia alle otto e mezza circa, il tempo al momento é piuttosto umido e fresco. Sistemiamo le tende e ci prepariamo la colazione, poi lasciamo il campeggio di Varmahlid e ci dirigiamo verso Hveravellir, vicino a Kjolur, per fare il bagno fra i due ghiacciai, il Langjokull e lo Hofsjokull. Percorsi pochi chilometri però Stefano ci segnala che gli si é accesa la spia dell'olio, ma nulla di grave,facciamo una breve sosta in una piazzola per fare un piccolo rabbocco e ripartiamo. Proseguiamo in direzione della pista che ci porterà a Hveravellir; le nuvole si sono alzate e hanno rivelato una splendida valle, solcata da uno dei numerosissimi corsi d'acqua che si incontrano lungo il percorso e puntellata qua e la da qualche casetta bianca con il tetto color corallo; c'è anche una piccola chiesetta degli stessi colori delle case. Per fortuna che ci siamo fermati ieri sera, se avessimo proseguito come avevamo inizialmente pensato di fare, nel buio e in mezzo alla nebbia ci saremmo persi questo splendido scorcio. Superata la valle imbocchiamo la pista sterrata e, come per la verità ci sta accadendo da quando siamo sbarcati, il panorama ci lascia senza fiato: in lontananza, sullo sfondo, il ghiacciaio, che fa da guardiano ad ampie distese che sembrano non avere mai fine e dove solo ogni tanto si incontra qualche piccola fattoria con i suoi animali al pascolo e, lungo il serpente grigio della pista, qualche viaggiatore. Ci fermiamo a un certo punto per una piccola sosta e qualche foto e, curiosando in giro, Marcello trova per caso qualcosa che,francamente, proprio non ci saremmo mai aspettati di trovare, almeno quelli di noi che in Islanda non ci sono mai stati...dei grossi funghi porcini! Ovviamente ci lanciamo alla ricerca perché già stiamo pensando alla cena di questa sera e dopo averne raccolto a sufficienza per soddisfare la compagnia proseguiamo la marcia fino a Hveravellir dove, come prima cosa in assoluto, ci immergiamo nella piscina naturale di acqua calda per ricaricare le batterie, le nostre....e così accade: anche qui la natura regna sovrana, ed è davvero emozionante vedere i due ghiacciai che ci sorvegliano da lontano mentre noi ci godiamo il l'abbraccio caldo dell'acqua. Nel frattempo la temperatura é salita a venti gradi e uscendo dall'acqua, anche grazie al calore accumulato, il fresco che si avverte é solo piacevole. Dopo il bagno pranziamo, poi facciamo una rapida visita alle bocche di fumo che hanno dato origine alla graziosa piscina naturale e riprendiamo la marcia verso la nostra destinazione finale, Reykjavik, a casa di Mattildur e Ingo, due amici di Marcello, per recuperare Mattildur che si unirà a noi e al gruppo di ciclisti. Lungo la pista ora il panorama é cambiato, adesso ci troviamo proprio nel deserto, un deserto grigio di pietre e polvere sottilissima e l'unica traccia di civiltà ad un certo punto é un pezzo di recinzione finalizzata delimitare....non sappiamo bene cosa... Percorriamo tutta la pista e al termine facciamo una sosta a Gullfoss per vedere una spettacolare cascata di acqua chiarissima che è la più alta d'Europa; qualche foto e via di nuovo per fermarci di nuovo a Geysir, la località che porta il nome dell' interessante fenomeno degli sbuffi d'acqua dal terreno. Qui l'acqua fuoriesce dal terreno a intervalli abbastanza regolari e riusciamo a vedere il potente getto che aspettavamo con ansia e fare le nostre fotografie. Ripartiamo e ci dirigiamo verso Sellfoss; adesso la strada è asfaltata e il panorama è completamente diverso. Prati di un verde brillante e qualche campo coltivato ci fanno quasi pensare di stare in Inghilterra; insomma, sembra di stare in un altro paese e credo che le sorprese non siano finite... Arriviamo a Reykjavik verso l'ora di cena, incontriamo Mattildur e Ingo che vivono in una graziosa casetta in legno appena fuori dal centro di Reykjavik in riva al lago e immersa nel verde. Parcheggiamo le nostre macchine e piantiamo le tende proprio sulla riva del lago, poi ceniamo tutti insieme, Matilde ci ha preparato una deliziosa cenetta a base di pesce, niente funghi ma direi che non ne abbiamo sentito la nostalgia! Domani giornata libera, probabilmente faremo un giro a Reykjavik e poi un bel bagno nella Laguna Blu.

Sabato 18 agosto

Bruma Molo

Ci svegliamo verso le otto con i versi degli uccelli che si inseguono sul lago. Si perchè di versi si tratta, anzi direi quasi delle risate. C'è il sole e la temperatura è buona; ieri notte è arrivata anche Adriana da Londra dove era andata per passare qualche giorno con la figlia Veronica. Facciamo colazione tutti insieme, poi io, Lucia e Stefano andiamo a fare rifornimento di benzina e olio mentre Marcello e Luca accompagnano Ingo in officina per un problema a una delle sue macchine. Ci ritroviamo poi a casa di Mattildur per dividerci nuovamente: io, Luca, Lucia e Stefano lasciamo gli altri e andiamo a fare un giro a Reykjavik. Visitiamo la chiesa e dopo un giro nella via principale andiamo a mangiarci una squisita zuppa servita all'interno di una pagnotta, calda e saporitissima. Dopo pranzo ci dirigiamo subito a Laguna Blu e devo dire che ne vale veramente la pena: è uno stabilimento termale ma la piscina è immersa in un paesaggio quasi lunare, circondata da rocce di lava che, nella parte a contatto con l'acqua sono bianchissime per il silice. L'acqua è a 38 gradi e la luce del sole, intensificata dall'acqua chiarissima è quasi insopportabile. Ci concediamo un po' di ozio fra saune, maschere con la polvere di silice e cascate di acqua, poi torniamo a casa dove Marcello, Luca e Stefano caricano sulle macchine tutto l'occorrente per prossimi giorni quando arriverà il gruppo dei ciclisti. Si cena tutti insieme con le verdure dell'orto di Mattildur, cous cous preparato da Adriana, i nostri funghi porcini e, per chi la mangia, una carne squisita. Domattina partiamo e torniamo a Egilstadir per recuperare i ciclisti in arrivo.

giorno 19 5.jpg

Domenica 19 agosto

Piscina Cascata

Caricate le auto al limite della capienza, partiamo con Matthildur per ritornare sulla costa est islandese, dove inizierà il tour in mountain bike. La prima tappa è la sosta presso una vecchia piscina di cemento, costruita nei pressi di un'affioramento di acqua calda limpidissima e sfruttando un invaso naturale quasi perfettamente rettangolare. Siamo all'interno di una valle verde di muschi , al solito, disabitata. La vasca era stata costruita negli anni '20 da un signore che l'aveva poi messa a disposizione, con successo, come scuola di nuoto per i marinai islandesi. Deposti gli abiti nel piccolo spogliatoio ancora perfettamente praticabile, ci siamo immersi nell'acqua calda e, contemporaneamente, ancor più nel silenzio imponente della valle. Una piccola cascatella calda coronava la gioia dell'immersione massaggiando dolcemente collo e spalle… estasi! Il viaggio prosegue verso est sfiorando le pendici del vulcano Eyafiallajokull la cui recente eruzione del 2010 mise in crisi i trasporti aerei di tutta Europa. Nei pressi ci fermiamo per una visita al centro informazioni appositamente allestito e che videoproietta un documentario di quell'eruzione. Dalla proiezione apprendiamo direttamente l'impatto che l'evento ebbe sulla popolazione di questi posti. Abituati a convivere con le forze della natura, sono riusciti a limitare i danni e adesso, circa due anni dopo, si fatica a trovare traccia di quell'episodio vulcanico. Un manto di cenere nera ricoprì case, stalle e campi. Quando a mezzogiorno divenne buio come di notte, la protezione civile forzò anche gli ultimi abitanti a lasciare le proprie case. Dopo pochi mesi, una volta conclusa la fase eruttiva, fu tutto ripulito, tetti e orti compresi. E piano piano tutte le attività ripresero. Adesso resta questo centro informazioni che vende oggettistica legata all'evento. La maglietta che va per la maggiore ha la scritta "Eyafiallajokull è una parola facile". La cassiera, accogliente e disposta ai nostri scherzi, compare nel documentario: all'epoca era una ragazza spaventata per quello che stava avvenendo. La strada ci conduce a Bolti, piccolissimo insediamento nei pressi Skaftafell. Ci sono poche casette per il pernottamento e una cucina comune. Giusto il tempo di posare i bagagli e via per un'escursione a piedi verso le meraviglie locali. Dopo un breve sentiero in mezzo ai mirtilli selvatici arriviamo alla famosa cascata di Svartifoss, con le rocce basaltiche disposte e sovrapposte a canna d'organo che fanno da contorno a una bianca cascata che deve avere testimoniato milioni di scatti fotografici, i nostri compresi. Continuando la salita sulla montagna, raggiungiamo un altopiano che ci porta a sporgerci sopra ad una lama del ghiacciaio Vatnajokull che scende in direzione del mare. Spettacolo mozzafiato e affascinante con crepacci e inghiottitoi proprio sotto di noi. Concludiamo la giornata con una cena all'aperto, la cucinetta non basterebbe per tutti. Siamo baciati dagli ultimi raggi del sole che affonda alle spalle del ghiacciaio. La cena pur preparata in gran fretta è buonissima e nonostante la temperatura bassa nessuno sente freddo.

Lunedi 20 agosto

Cascata Ghiacciao

Ripartiamo sulla RingRoad verso est. La strada segue il litorale le lingue del ghiacciaio Vatnajokull in alcuni punti si gettano direttamente in mare. Ci siamo fermati in uno di questi punti, Yokulsarlon dove gli icebergs azzurro scuro, vecchi di milioni d'anni galleggiano in una laguna per poi sciogliersi lentamente nel mare. Lo spettacolo delle foche che affiorano, giocando tra i ghiacci, ci ha affascinato e conquistato. Così come la visione di un grosso blocco di ghiaccio deposto sull'arenile di sabbia nera. Trasparente e lucido creava effetti ottici unici assieme allo schiumeggiare delle onde. Riprendiamo la strada e il tempo va pian piano peggiorando e il vento cresce d'intensità. Con il sole che fa capolino dalla pioggia nebulizzata e sospinta dal vento assistiamo ad uno dei più belli arcobaleni di sempre e che forse le foto riusciranno testimoniare. Continuiamo il viaggio con una piacevole sosta in un negozio di capi di abbigliamento in lana lavorata a mano. Sono le donne del paese che, nei mesi invernali, preparano i capi veduti nella successiva stagione estiva. Il negozio è uno spazio ricavato all'interno di una stazione di servizio che ha anche un piccolo market e un angolo di materiali di consumo per auto. Il tempo intanto peggiora e per mangiare un boccone decidiamo di trovare rifugio in una stalla per le pecore. Nel pomeriggio ripassiamo dall'amica Greta per prelevare il materiale lasciatole in custodia. Quindi, stracarichi e con in mano una scorta di panna e mirtilli dataci da Greta, partiamo in direzione del rifugio dello Snaefell, dove arriviamo all'imbrunire attraversando valli di muschi fosforescenti da quanto versi sono e che risaltano nettamente sulla roccia nera circostante. Nel rifugio ci siamo solo noi e il ranger di guardia e la cena ci mette, come al solito, di buon umore.


17 settembre 2012

Associazione sportiva dilettantistica IBASPRENGISANDUR