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IBAS - GUADI

Affrontare i guadi

Chi viaggia in Islanda con la mountain bike deve attraversare più volte in un giorno fiumi e torrenti. Come si può valutare un guado e affrontarlo senza pericolo?
Cercherò di dare delle istruzioni in base alla mia esperienza di ex progettista di moto da Trial, pilota di gare 4x4 e viaggiatore islandese.

I guadi in Islanda
Occorre avere buon occhio per valutare se il guado è attraversabile o meno. Fondamentale è distinguere i fiumi che in Islanda si dividono in due categorie: quelli con acqua limpida e quelli con acqua torbida.

I primi sono fiumi con il livello dell'acqua, in genere, costante e con piccole variazioni diurne della portata. Quasi tutti sono fiumi di origine sorgiva. Una caratteristica che ci aiuta ad identificarli è la presenza di muschi o loro tracce sulle rive. I muschi impiegano molto tempo a crescere e non sopravvivono sotto acqua, pertanto, se sulle rive del fiume notiamo la presenza di questi vegetali verdissimi, vuol dire che il livello dell'acqua è generalmente costante.


Fiume con acqua limpida


I secondi, quelli con acqua torbida, sono fiumi di origine glaciale, si generano per lo scioglimento dei ghiacciai. Lo scioglimento è regolato dalla temperatura che nei periodi estivi ha un'escursione molto ampio tra giorno e notte. Di giorno, con l'innalzarsi della temperatura, i ghiacciai rilasciano sempre più acqua per poi invertire la tendenza nel pomeriggio, quando la temperatura dell'aria inizia a scendere, per arrivare nelle prime ore del mattino ad avere il valore minimo di scioglimento.


Fiume con acqua torbida



Questo fenomeno si ripercuote a valle, maggiore è la distanza del punto di guado dal ghiacciaio, più l'aumento della portata d'acqua sarà in ritardo rispetto all'innalzarsi della temperatura.
In ogni caso è necessario stimare la profondità del fiume e decidere se guadare o rinunciare, cambiando strada, oppure se fermarsi e aspettare il momento favorevole verso la sera o il mattino.

Come valutare il guado
Non bisogna buttarsi nel guado senza capire le sue caratteristiche. La profondità, la corrente e le condizioni del fondo sono dei fattori che, se valutati male, possono mettere a rischio l'incolumità della persona.
In Islanda al 90 % il fondo dei guadi è compatto, ghiaioso e senza grossi massi. Pertanto, salvo guadi molto rari, non c'è il rischio di affondare nel passaggio oppure di rimanere bloccati a causa di rocce o massi. La velocità dell'acqua è valutabile a occhio nudo, ma la sua profondità, nel caso di fiumi glaciali poco trasparenti, è difficile da prevedere.
Ecco un metodo semplice ed efficace che consente di capire se il fiume è profondo oppure no: prima di attraversare, lanciare dei sassi di medie dimensioni (4-5 Kg) dal punto più vicino alla riva via, via sempre più verso l'altra sponda. Il suono che si ascolta quando il sasso cade nell'acqua è il nostro indicatore.
Se il sasso cadendo nell'acqua urta immediatamente il fondo emetterà il suono caratteristico della pietra che colpisce un'altra pietra. In questo caso il guado non è più profondo di 30-40 cm ed è attraversabile. Se, diversamente, il sasso cadendo nell'acqua fa un sonoro "PLUFF" il guado è più alto di 50 cm e allora è pericoloso. Se il "PLUFF" diventa ancora più grave il guado è alto più di 1 metro e allora lo possiamo attraversare solo se l'acqua non si muove.

Quale traiettoria seguire in bici
Per attraversare un fiume anche largo occorre un minimo di strategia.
Dove la strada sterrata finisce nel fiume lì gli autoveicoli di solito si immergono per passare il fiume. I ripetuti passaggi dei mezzi creano una sorta di piscina di acqua calma, zona di ristagno.
La corrente e le piene fanno il resto: a monte del guado l'acqua del fiume scende con velocità, nella zona di ristagno, dove i mezzi sono passati, il fiume si allarga e l'acqua sembra ferma, a valle del guado l'acqua riprendere il suo corso naturale aumentando di nuovo in velocità.


Rappresentazione di una sezione di guado


Il disegno rappresenta una ipotetica sezione di guado. Quando l'acqua defluisce dalla zona di ristagno forma una specie di barriera naturale sommersa. Questa barriera, gobba di ghiaia e sassi, ha un andamento ad arco ed è il punto migliore per attraversare.
Infatti a monte della zona di ristagno l'acqua è troppo veloce, mentre nella zona di ristagno la profondità potrebbe essere elevata. Nel punto di deflusso, invece, l'acqua deve scavalcare la gobba che si è formata e, pertanto, anche se sembra aumentare di velocità, il livello dell'acqua è sempre molto inferiore a quello degli altri posti.
Attenzione!!! Non bisogna superare la cresta della gobba verso valle in quanto il fondo è poco consistente e non sopporta le pressioni, quindi si rischia di affondare con i piedi e con i pneumatici.

A piedi o in sella?
Affrontiamo il guado a piedi o pedalando? Dipende.
Se la corrente è forte e turbinosa, in sella alla bici si rischia di essere disarcionati, meglio attraversare a piedi appoggiandosi alla bicicletta oppure con il più classico metodo della bicicletta sulle spalle.


Attraversamento con bici a mano


Attraversamento con bici in spalla


Se l'acqua è bassa allora possiamo attraversare il guado pedalando. Studiamo bene la traiettoria, inseriamo un rapporto agile, in maniera di bilanciare la resistenza dell'acqua e del fondo ghiaioso, e con una certa velocità ci tuffiamo nel guado.


Attraversamento in sella


Nel guado occorre entrare e pedalare molto concentrati su cosa si sente sotto le ruote, non preoccuparsi degli spruzzi o di quello che succede attorno, e continuare a dare potenza rimanendo in equilibrio.


Buon guado a tutti.


Marcello Stampacchia
Revisione documento: 11-12-2006