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IBAS - ONDULINE

Affrontare la TÔLE ONDULÉE

Il termine "tôle ondulée" descrive una particolare condizione dello strato superficiale della sabbia nel Sahara. Il vento, muovendo e spostando la sabbia, forma delle micro cordonate di dune alte dai 3 ai 30 cm che, disponendosi e orientandosi tutte parallelamente e nella stessa direzione, creano una superficie ondulata, molto fastidiosa da affrontare trasversalmente con l'autoveicolo.

Nel caso delle piste islandesi, ma anche africane, l'origine della superficie ondulata è diversa. Infatti la causa delle piccole gobbe sulle carreggiate è dovuta al passaggio degli autoveicoli.
Il meccanismo di creazione delle onduline è imputabile al funzionamento degli ammortizzatori delle auto normali e dei 4x4. Gli ammortizzatori sono realizzati, per motivi economici, senza un divisore interno che separi l'olio idraulico dall'aria. I sobbalzi e il pesante lavoro sullo sterrato fanno si che, all'interno dell'ammortizzatore, l'olio idraulico si mischi (emulsioni) con il gas o l'aria presenti. Una volta che l'olio è emulsionato e pieno di bolle d'aria il suo effetto di resistenza e assorbimento di energia viene meno.

Succede allora che l'ammortizzatore non è più frenato né in compressione né in distensione. La molla entra in risonanza e fa saltellare con una frequenza costante la ruota sul terreno. I sobbalzi delle ruote provocano delle pressioni e delle depressioni alternate in corrispondenza del contatto del pneumatico col terreno. In questo modo si forma una sequenza di piccole fossette aventi la stessa distanza tra una cresta e l'altra.
Fuoristrada su tole ondulée
Se qualcuno ha osservato da vicino queste buche avrà notato che, se idealmente si assimila la forma di queste buchette a degli archi di cerchio, il raggio delle ondulazioni è molto vicino a quello dei pneumatici delle auto.

In Islanda ci siamo trovati in quasi tutte le tappe ad affrontare questo tipo di terreno. In bicicletta le gobbe della "tôle ondulée" sono molto fastidiose come lo sono in auto.

Biker su tole ondulée
In auto ci sono due possibilità per evitare il massacrante martellamento che subiscono il veicolo e i suoi passeggeri. Il primo metodo è quello di lanciarsi, se la pista lo permette, a una velocità sopra i 65 Km/h. L'effetto della velocità, unito al funzionamento degli ammortizzatori, neutralizza il 90% delle sollecitazioni delle gobbe. Quando questo non è possibile, allora il metodo migliore è quello di correre con le due ruote laterali dx o sx al centro delle carreggiata e con quelle dell'altro lato sul bordo della pista. Infatti, in genere, la "tôle ondulée" è sempre presente in corrispondenza delle carreggiate dei pneumatici e non al centro. In questo caso occorre guidare con destrezza e con attenzione per evitare eventuali ostacoli improvvisi sul bordo della pista che potrebbero danneggiare l'autoveicolo.

In bicicletta l'effetto della "tôle ondulée" è insopportabile. Sembra di avere sotto il sedere e tra le mani un martello pneumatico a bassa frequenza, ogni gobba del terreno causa un saltino che si ripercuote su tutto il corpo. La forcella ammortizzata aiuta un po' a ridurre gli effetti delle gobbe, ma il telaio rigido trasmette tutto quello che arriva dal terreno. 5-10 Km di pista con "tôle ondulée" significano qualche centinaia di migliaia di saltini da fare. L'effetto è ancora più deleterio se si pensa che al colpo della ruota anteriore corrisponde un colpo sulla ruota posteriore e non è detto che siano sincroni tra loro.

Per il biker è quasi una necessità cercare la traiettoria più liscia che eviti la sequenza della "tôle ondulée", ma anche che eviti il pericolo della sabbia e del brecciolino che si depositano al centro e ai lati della pista a causa dei pneumatici delle auto. L'abilità e la concentrazione nella scelta della traiettoria devono essere massime soprattutto nelle discese. Spesso, quando le condizioni della carreggiata sono pessime, i biker preferiscono uscire del tutto dalla pista e affrontare un terreno più morbido e pesante, ma meno sconnesso. In Islanda uscire dalla pista è possibile per le biciclette. Per gli autoveicoli, invece, vige il più rigoroso divieto.

Buona pista a tutti.


Marcello Stampacchia
Revisione documento: 11-12-2006